Il vostro marchio distintivo

Il tema di questo articolo sono gli hashtag e in particolare di come si costruiscono degli hashtag forti, in grado di camminare da soli.

Gli hashtag sono parole chiave o argomenti preceduti dal simbolo cancelletto, che vi permettono di etichettare i contenuti o come vi ho raccontato, vi consentono di aprire finestre e porte verso nuove discussioni.

Grazie agli hashtag potete entrare con i vostri contenuti nelle conversazioni degli altri o permettere agli altri utenti dei social di scoprire voi e il vostro profilo.

Se pensiamo ad Instagram, Twitter e Linkedin, gli hashtag sono il fulcro della vostra comunicazione e dei vostri contenuti.

Se avete deciso di gestire la vostra comunicazione attraverso più social, ricordatevi che gli hashtag devono essere gli stessi su tutte le piattaforme: in questo modo rinforzerete la narrazione intorno ai vostri contenuti.

Una regola importante per raggiungere questo obiettivo è quella di non basare il cuore della vostra comunicazione su degli hashtag generici.

Una volta parlavo con una libreria che voleva utilizzare per i consigli di lettura del fine settimana l’hashtag #weekend: sostenevano che in questo modo avrebbero intercettato il pubblico di tutte le persone interessate a fare qualcosa nel weekend.

L’idea di per sè poteva essere valida, ma con un hashtag così generico i loro consigli di lettura si sarebbero mescolati con le mostre del weekend, le offerte di viaggio per i weekend e più in generale su tutto quello che si può fare nel weekend. In questi casi il rischio di non farsi trovare e di essere solo rumore di fondo è molto alto.

Restando sugli hashtag più generalisti può funzionare meglio un hashtag tipo #libridaleggere o #librichepassione o #libribelli ma anche in questo caso questo hashtag da solo non basta.

Intanto bisogna fare una prima distinzione, perché gli hashtag si possono suddividere in due grandi categorie: quelli di brand e quelli di contenuto.

Nella puntata di oggi del podcast vi parlerò nello specifico degli hashtag di brand.

Ogni brand ha un unico hashtag che lo identifica in modo unico e specifico: ne sono un buon esempio #Hoepliconsiglia, #scatolalilla, #scrivilo, senza contare poi i casi in cui il nome del brand e dell’hashtag si identificano come con #Feltrinelli o #EinaudiStileLibero che identifica una collana specifica della casa editrice Einaudi.

Gli hashtag legati al brand hanno l’obiettivo di centralizzare in un unico punto tutte le conversazioni su questo argomento, che nascano direttamente dagli account ufficiali di editori, librerie o autori o che siano frutto di contenuti spontanei creati da fan e lettori.

Quando spiego questi concetti durante i corsi, una domanda che di solito mi viene fatta è questa: ma come si possono creare degli hashtag di brand?

Se si è già un brand affermato, a posteriori tutto sembra semplice e lineare; anche provando a ricostruire a ritroso il ragionamento che ha portato alla creazione di quel concetto essenziale, condensato in poche parole, tutto sembra molto facile.

In realtà non lo è mai.

Ci sono diversi modi per arrivare a creare un hashtag che racchiuda tutta l’essenza della vostra casa editrice, di una collana, di un libro per il singolo autore.

Se prendessi come esempio i casi letterari più noti, sarebbe un po’ come barare: #harrypotter #amicageniale sono la naturale conseguenza del successo del libro stesso.

Come nascono gli hashtag, quando il titolo non è ancora stato pubblicato ma si vuole iniziare a parlarne e si è ancora un signor nessuno?

Un modo semplice è partire dal titolo, posto che sia già il più definitivo possibile. Togliete gli articoli, le preposizioni, asciugatelo fino ad arrivare a 2 o 3 parole al massimo.

Ad esempio, il mio primo libro su social ed editoria, uscito nel 2014 si chiamava “Promuovere e raccontare i libri sui social network”, la prima versione del mio hashtag era #PromuovereLibri, poi diventato #promolibri.

Il libro “Il taccuino del lettore compulsivo”, scritto da Carlotta Fiore, è stato accompagnato sui social dal hashtag #lettorecompulsivo.

Il libro di Gianni Clocchiatti, “99 idee per generare idee”, edito da Franco Angeli, ha utilizzato come hashtag #99idee.

Se con i singoli titoli, il gioco sembra facile, dovendo trovare un hashtag per una casa editrice, una collana, una libreria o un autore, la sfida è sicuramente più complessa.

Per questo si parte dal messaggio e dal posizionamento, di cui vi ho già parlato nel podcast “Le 3 domande del foglio di carta.”

In quella puntata vi ho spiegato come partendo dal posizionamento si è arrivati alla promessa.

La promessa, se funziona bene, è una frase di una decina di parole che raccontano il messaggio comun denominatore racchiuso in ogni titolo di una casa editrice o una collana.

Provate a fare lo stesso esercizio di prima su questa frase, sulla promessa e ad asciugarla riducendola a 2 o 3 parole massimo.

Ad esempio, una casa editrice che ha come promessa quello di spiegare testi e normative della pubblica amministrazione in modo chiaro e facile può ad esempio usare #facilePA o #PAfacile per raccontarlo sui social.

Editrice Bibliografica che ha una collana di libri dedicata alle professioni del mondo dell’editoria, spiegate una ad una, ha un hashtag #mestieridelibro che coincide anche con il nome della collana stessa.

Laurana Editore, ha una collana sul giallo che ha già nel nome il taglio particolare con cui tratta questo genere: #calibro9, un nome, una garanzia per gli appassionati di questo sottogenere.

Ci sono poi editori che scelgono per parlare di libri e di cultura di creare un contenitore nuovo: è il caso di Vita e Pensiero, la casa editrice dell’Università Cattolica che con #vivaillettore crea un progetto di comunicazione che diventa anche un sito dedicato.

Come si è arrivati a questo concetto? La sfida di questa casa editrice, è quella di portare avanti iniziative di promozione della lettura e di rivolgersi alle future generazioni: ha nel nome stesso, la bellezza, e soprattutto la responsabilità, di essere “vita” e “pensiero”, da qui l’idea di mettere al centro della  loro comunicazione il lettore, e quindi #vivailettore.

Vi sono stati d’aiuto questi esempi per capire meglio come costruire il vostro hashtag ufficiale?

L’hashtag può da solo rappresentare buona parte del successo della vostra comunicazione: se non siete soddisfatti di quello che avete finora utilizzato, possiamo anche lavorarci insieme.

Volete saperne di più? Scrivetemi una mail o contattatemi attraverso i social e ne parleremo insieme.

Ricapitolando il messaggio chiave di questo articolo: scegliete il vostro hashtag con attenzione, quello giusto vi permetterà di raggiungere un pubblico specifico e interessato ai vostri contenuti.

Se volete ascoltare questo contenuto come podcast, potete ascoltare la puntata “Il vostro marchio distintivo” su Spreaker.

 

Photo by OhTilly on Unsplash

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