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Professione Social Media Manager

Ti piacerebbe diventare un professionista come social media manager in editoria?

Se amiamo i libri, ci piace scrivere, leggere e raccontare di cosa parlano… spesso durante il nostro cammino si rischia di essere folgorati dal desiderio di diventare social media manager nell’ambito dell’editoria.

Come si diventa Social Media Manager?

Come racconta nel suo ultimo libro, Veronica Gentili, dal nome “Professione Social Media Manager”, è un mestiere ingombrante che impone a chi volesse impegnarsi in questo difficile ruolo di iniziare un percorso di apprendimento continuo che tende all’infinito.

Che tende all’infinito.

Significa che si sa quando si inizia e che è un percorso che continua tutta la vita: fatto di libri da leggere, di strumenti da conoscere, di logiche da seguire e di tanta tanta sperimentazione.

ll Social Media Manager in editoria ha un compito principale: far parlare dei libri di cui parla sui social e per raggiungere questo obiettivo può creare interesse e discussione, condivide informazioni, anteprime ed esclusive, aggrega persone intorno ad un argomento di discussione, intrattiene attraverso curiosità, giochi, sfide, interviste e dirette.

Chi riveste questo ruolo progetta la strategia di comunicazione online, stabilisce il piano editoriale dei vari canali social e spesso sconfina anche nella cura del blog e dei contenuti editoriali di case editrici, autori e librerie.

Il Social Media Manager conosce abbastanza bene tutti i social, anche se ne ha uno o due favoriti di cui sa vita, morte e miracoli.

Io mi sono innamorato fin da subito di Twitter, poi lo confesso, l’ho tradito con Linkedin.

Il Social Media Manager è una professione che dà flessibilità e ripaga il proprio impegno con un posizionamento riconosciuto dal pubblico.

Nel mio nuovo libro “Promuovere e raccontare i libri online”, estendo un po’ questo concetto e introduco due aspetti importanti: “Fare il social media manager” da una parte e “Essere social media manager dell’altra.”

Per essere social media manager prima si passa inevitabilmente dal fare i social media manager, è lo stadio iniziale del bruco che poi, se non si ferma alle prime difficoltà diventa farfalla.

Fare e sforzarsi a capire e studiare i social è il primo passo ed un passo in cui si allenano quattro qualità: semplicità, autenticità, autorevolezza e costanza.
Qualità di cui vi ho già scritto in diversi altri articoli su questo blog.

Essere Social Media Manager è qualcosa che si ha nel sangue, è un lavoro che, a proposito di lavori liquidi, sconfina nel tempo libero, è un’attività che richiede presenza e costanza tutto l’anno, anche durante le vacanze, le feste comandate e i periodi di ferie.

C’è chi fa il social media manager e trascorre online tante ore ogni settimana sui vari canali social e chi è social media manager e che ha un approccio diverso: la differenza ad un acuto osservatore non passa inosservata, è tutta una questione di atteggiamento e di modo di pensare.

Alla base c’è chi si sforza di seguire questa o quella tecnica rincorrendo l’ultimo trucchetto letto in rete e chi, invece, giorno dopo giorno, approfondisce, studia, mette in discussione, sperimenta, prova e agisce.

Lo speaker e autore di bestseller Jay Baer, lo spiega in una semplice frase “Focalizzati su come essere social, non su come usare i social.

Il social media manager ha sempre le antenne aperte, pronte a cogliere tutti gli stimoli e gli spunti che gli possano dare il pretesto di parlare in modo coerente e puntuale dei propri contenuti.

Annotare tutto è un di imperativo, significa registra e archivia questi contenuti, oggi non ti servono, ma domani o dopodomani potranno essere la tua salvezza o persino la tua fortuna.
Un buon social media manager si muove sempre con un taccuino e una penna, o la loro versione evoluta in formato digitale Evernote, Pocket, Google Keep o altre varianti sul tema, perché la prima regola di un buon social media manager è annotare tutto.

Di nuovo, come racconta sempre nel suo libro Veronica Gentili: “Essere un social media manager significa avere l’abilità e le competenze necessarie per trovare le modalità più efficaci e produttive per ottenere l’attenzione e la fiducia di un determinato pubblico.

Da una parte l’imperativo di annotare tutto, perché la vostra ricchezza sta proprio nella quantità di contenuti che possedete e che usate come moneta di scambio nelle interazioni con fan e follower, dall’altra la costruzione della fiducia e la ricerca dell’attenzione del pubblico.

Il vostro percorso come Social Media Manager in editoria inizia da qui se vi interessa approfondire questo argomento ecco come fare:
1. Comprate l’ultimo libro di Veronica Gentili, “Professione Social Media Manager”,
2. Comprate il mio nuovo libro “Promuovere e raccontare i libri online”, uscirà a metà novembre, ma è già in prenotazione
3. Partecipate con il vostro libro al mio workshop online durante Bookcity Milano dal titolo “Lavorare in editoria. Raccontare i libri sui social
4. Iscrivetevi al workshop organizzato da Editrice Bibliografica in collaborazione con i Master dell’Università Cattolica “La professione del social media manager in editoria”.

Per tanti altri aggiornamenti, da oggi  c’è anche il mio canale Telegram: seguitemi anche lì per tanti nuovi aggiornamenti.

Se volete ascoltare la versione audio di questo contenuto, potete farlo da Spreaker a questo link!

 

Photo by George Pagan III on Unsplash

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